IL DANNO “ENDOFAMILIARE”: QUANDO L’ASSENZA DEL PADRE PUÒ DARE DIRITTO A UN RISARCIMENTO?
Un figlio può chiedere un risarcimento al padre se sostiene di essere cresciuto senza una vera relazione con lui e di avere subito, per questo motivo, una sofferenza personale e relazionale?
Il caso si può presentare tanto in caso di abbandono da parte del padre dopo la nascita del figlio tanto in caso di figlio nato da una relazione occasionale.
Tuttavia, affinché la domanda di risarcimento possa essere presentata e – possibilmente – accolta, non basta, però, dimostrare che il padre non lo frequentava. Il giudice deve esaminare tutta la storia familiare e capire:
- se il padre sapeva della gravidanza o della nascita;
- se sapeva, o poteva ragionevolmente sapere, di essere il padre;
- se avrebbe potuto cercare un rapporto con il figlio;
- se qualcuno gli ha impedito la frequentazione del figlio;
- quali conseguenze concrete l’assenza ha provocato nella vita del figlio.
Il risarcimento, quindi, non è automatico. Il figlio deve dimostrare non soltanto l’assenza del padre, ma anche il danno effettivamente subito.
Le possibili ragioni del figlio per chiedere un risarcimento
Anche se, per ipotesi, il padre avesse saputo della nascita del figlio e – pur non frequentandolo – ha versato regolarmente il mantenimento e le spese straordinarie, Il figlio può sostenere che essere genitore non significa soltanto versare denaro ma che un padre dovrebbe partecipare, per quanto possibile, anche alla crescita del figlio, occuparsi della sua educazione, interessarsi alla sua vita e costruire con lui una relazione affettiva.
Il figlio dovrà però spiegare in che modo questa l’assenza del padre e la mancanza di una relazione affettiva con lui lo abbia danneggiato. Potranno essere utili, ad esempio:
- testimonianze di familiari e conoscenti;
- messaggi e lettere;
- documentazione relativa a percorsi psicologici o terapeutici;
- elementi che dimostrino difficoltà personali, emotive o relazionali;
- la ricostruzione degli anni trascorsi senza contatti con il padre.
Non è sempre necessaria una diagnosi medica. Tuttavia, non è sufficiente affermare genericamente: “Mio padre non c’era, quindi ho diritto a un risarcimento”.
Occorre dimostrare una sofferenza concreta e collegata da un nesso di causalità all’assenza paterna.
Come potrebbe difendersi il padre in una causa intentata dal figlio
In caso di nascita di un figlio da un rapporto occasionale, Il padre può difendersi dimostrando, innanzitutto, di non avere saputo della gravidanza o della nascita del bambino. Il semplice fatto di avere avuto un rapporto occasionale con la madre non dimostra automaticamente che l’uomo sapesse di essere diventato padre.
Sarà quindi importante ricostruire quando il padre ha ricevuto la notizia della gravidanza, quando ha saputo della nascita e quando ha avuto certezza della paternità.
Un’altra possibile difesa riguarda il comportamento della madre.
Se il padre dimostra di avere cercato di incontrare il figlio, ma di essere stato ostacolato, questo elemento può incidere sull’entità della sua responsabilità.
Non è però sufficiente sostenere genericamente che la madre impediva i rapporti: occorrono messaggi, richieste di incontro, testimonianze, provvedimenti giudiziari o altri documenti.
Il padre può inoltre contestare il collegamento causale tra la propria assenza e i danni lamentati dal figlio.
Nella vita di una persona possono infatti esserci molte cause di sofferenza: conflitti familiari, problemi economici, malattie, esperienze traumatiche o altre difficoltà. Non ogni disagio può essere automaticamente attribuito all’assenza del padre.
Il padre dovrà anche dimostrare di aver versato costantemente un assegno di mantenimento per il figlio .Il pagamento del mantenimento è importante, ma non risolve tutto.
Nel caso considerato, il padre ha pagato regolarmente il mantenimento e le spese straordinarie.
Questo fatto è certamente utile per la sua difesa, perché dimostra che non si è sottratto completamente ai propri obblighi economici.
Il pagamento del mantenimento può escludere l’idea di un abbandono materiale totale e può influire sulla valutazione complessiva della condotta del padre.
Tuttavia, il mantenimento economico – come già detto – non compensa la mancanza di una relazione affettiva.
Pagare il mantenimento non significa automaticamente avere partecipato alla vita del figlio, così come non frequentare il figlio non dimostra da solo l’esistenza di un danno risarcibile.
Il giudice dovrà quindi valutare entrambi gli aspetti: da una parte ciò che il padre ha pagato, dall’altra ciò che ha fatto, o non ha fatto, per costruire una relazione personale con il figlio.
Quanto può essere il risarcimento?
Se il giudice riconosce la responsabilità del padre, dovrà anche stabilire l’entità del risarcimento del danno.
Non esiste una cifra uguale per tutti i casi. Saranno valutati, tra gli altri elementi:
- la durata dell’assenza paterna;
- la consapevolezza del padre di aver avuto un figlio;
- l’eventuale presenza di contatti, anche sporadici;
- il pagamento del mantenimento;
- l’esistenza di altre figure familiari di riferimento per il figlio;
- le conseguenze concrete sulla vita del figlio (provate nel processo);
- la possibilità, reale e non soltanto teorica, di recuperare il rapporto.
Il fatto che il figlio sia diventato maggiorenne non cancella automaticamente le conseguenze dell’assenza subita durante l’infanzia.
Allo stesso tempo, il giudice non può stabilire il risarcimento sulla base di presunzioni generiche o di valutazioni astratte.
In conclusione
La posizione del figlio è più forte se riesce a dimostrare che il padre sapeva della sua esistenza, che avrebbe potuto cercarlo e, nonostante ciò, ha scelto per molti anni di non partecipare alla sua vita.
La posizione del padre sarà invece più solida se dimostra di non avere conosciuto la gravidanza o la nascita, di essere stato ostacolato nei tentativi di contatto, di avere contribuito regolarmente al mantenimento e di non essere responsabile delle specifiche sofferenze indicate dal figlio.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto stabilire se il padre abbia pagato o meno. Occorre ricostruire tutta la vicenda: cosa sapeva, quali iniziative ha assunto, quali ostacoli ha incontrato e quali conseguenze concrete l’assenza ha avuto sul figlio.
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